World Obesity Day 2 1

11 ottobre World Obesity Day

SOS dellʼOms: bimbi 10 volte più obesi rispetto al 1975

 

In questa settimana (l’11 ottobre) si è celebrato il World Obesity Day.
In tale occasione è emerso che il numerodi bambini e adolescenti (dai 5 ai 19 anni) obesi nel mondo è cresciuto di dieci volte negli ultimi 40 anni.
Lo studio è stato condotto per questa occasione dall’Imperial College di Londra e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.  I dati, pubblicati su The Lancet, rivelano che si è passati da 5 milioni di obese nel 1975 a 50 milioni nel 2016, da 6 milioni di maschi obesi a 74 milioni. In totale, 40 anni fa i bimbi e gli adolescenti "extralarge" erano 11 milioni, oggi (dati del 2016) sono 124 milioni. E a questi vanno aggiunti i 213 milioni in sovrappeso. Dati allarmanti che, se questo trend dovesse continuare, potrebbero perfino peggiorare: nel 2022 i giovani obesi potrebbero superare i loro coetanei sottopeso.

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Lo studio

Ai fini della ricerca, sono stati analizzati peso e altezza di quasi 130 milioni di giovani di età superiore ai 5 anni (31,5 milioni di adolescenti tra i 5 e i 19 anni e 97,4 milioni dai 20 anni in su): il più ampio numero di partecipanti mai incluso in uno studio epistemologico. In alcune isole della Polinesia, i tassi di obesità in bambini e adolescenti sono i più alti (oltre il 30% di questi soggetti). Sono, invece, del 20% o maggiori in Usa e in alcuni Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (ad esempio Egitto, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita) e dei Caraibi (ad esempio nelle Bermuda e a Puerto Rico).

Ma cosa succede in Italia?

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane nel 2015, il 45,1% (46,4% nel 2014) dei soggetti adulti della popolazione italiana è in eccesso di peso, di questi il 9,8% risulta obeso (10,2% nel 2014).

12 ottobre -  al via la campagna “fino all’ultimo bambino”

Save The Children: la malnutrizione uccide 3 milioni di bambini l'anno

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Nel mondo 6 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno per cause facilmente curabili: tra queste c'è la malnutrizione dovuta alla povertà, alle guerre e ai cambiamenti climatici, che uccide 3 milioni di minori l'anno. Di questi, 1 su 4 è colpito da malnutrizione cronica, 1 su 12 da quella acuta. Sono i preoccupanti dati riferiti da Save The Children in occasione del lancio della campagna "Fino all'ultimo bambino" .

«È semplicemente inaccettabile che ancora così tanti bambini perdano la vita perché colpiti dalla malnutrizione, un killer silenzioso, ma prevenibile, che indebolisce il sistema immunitario» dice Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children, presentando la campagna "Fino all'ultimo bambino» lanciata dall'organizzazione internazionale che dal 1999 si batte per garantire un futuro ai più piccoli. Per i minori «che sopravvivono - aggiunge Tesauro - la malnutrizione rappresenta una condanna per tutta la vita, perché può danneggiare lo sviluppo cognitivo dei bambini, privandoli del loro domani, molto spesso per il solo fatto di essere nati nel posto sbagliato».Oltre alla raccolta fondi, attiva fino al 5 novembre attraverso il numero solidale 45544, la campagna comprende anche un progetto messo a punto con Microsoft per "toccare con mano" la povertà, attraverso un viaggio virtuale dentro una città siriana devastata dalla guerra

Viaggio virtuale nella povertà

Un "percorso esperienziale immersivo" che, attraverso tecnologie particolari, permette al visitatore di provare cosa significa trovarsi fisicamente in una città siriana distrutta dalla guerra, toccare con mano come lì si vive, si muore. È il viaggio virtuale realizzato da Save The Children e Microsoft con il patrocinio del comune di Milano: presso la Microsoft House di Milano, in viale Pasubio 21, fino al 17 ottobre visitatori e studenti potranno conoscere da vicino il problema della malnutrizione grazie alle tecnologie della realtà mista (con il visore HoloLens). Attraverso gli ologrammi, si potranno sperimentare sensazioni reali di contesti di disagio, ma anche sentire durante il percorso odori e suoni per ritrovarsi a tu per tu con le stesse sfide di chi, ogni giorno, è costretto a fare i conti con la povertà estrema, le guerre e i cambiamenti climatici.

Cosa ci portiamo a casa?

Queste sono le grandi contraddizioni della nostra società.

Il mondo assiste a queste enormi differenze che inevitabilmente portano a facilitare il fenomeno della migrazione e della ricerca di situazioni migliori.

In questa ottica sembra passare in secondo ordine la, pur necessaria, opera di prevenzione dell’obesità attraverso la promozione di una corretta alimentazione e di un corretto stile di vita. Ed invece sembra assumere un valore prioritario il poter intervenire, assieme alla Scuola, sulla formazione dei genitori.

Una famiglia fondata su solidi valori, dotata di un’affettuosa autorevolezza genitoriale, deve poter garantire sia il recupero di forti valori di solidarietà sia un’attenzione verso il corretto stile di vita e l’alimentazione equilibrata.

Vitali…zziamoci di Giovanni Vitali Rosati

 

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