Ruolopediatra2

Che ruolo ha il Pediatra nella cura del vostro Bambino?

Due etti di prosciutto ed uno di mortadella!!!

prosciutto

Purtroppo devo ammettere che negli ultimi tempi avviene sempre più spesso, nonostante la nostra passione, la continua costanza nell’aggiornamento e la oramai quarantennale esperienza! Accade che veniamo utilizzati come fossimo dei negozianti dai quali venire a comprare (Ottenere) un qualcosa di già deciso prima.

Certo la cultura è migliorata ed il rapporto medico paziente molto cambiato.

Viene detto: “Dottore devo portarle il bimbo perché da ieri ha un po’ di tosse!” e non “Dottore da ieri il bimbo ha un po’ di tosse cosa mi consiglia?” oppure “Mi faccia la richiesta per le Eco del ginocchio perchè il fisioterapista della squadra di rugby me lo ha consigliata” e non “Dott. Il mio ragazzo, che gioca a Rugby, negli ultimi tempi accusa dolore al ginocchio cosa devo fare?” e ancora “vorrei che mi segnasse una scatola di Bentelan ed una di Augmentin”.

In tutte queste situazioni io allora rispondo: ”ok Sig.ra una di bentelan e due etti di prosciutto e magari uno di mortadella”.

Infatti la fiducia riposta in noi, sembra inferiore a quella per il pizzicagnolo al quale magari, mentre si chiedono i due etti di prosciutto, si chiede anche: “ma lei che mi consiglia? Qual’è il prosciutto migliore? Oggi ha altro da proporre?”

ippocrateE’ una questione di ruoli, ma anche una questione di fiducia.

Ho sempre creduto che tra Pediatra e Genitori sia indispensabile creare un forte legame basato sulla fiducia. Lei mi sceglie perché ha fiducia in me ed io non posso tradire questa fiducia, mi devo far carico delle problematiche di quella famiglia e devo cercare di prevenire le malattie, far crescere al meglio quel bambino e curare, quando serve, le patologie che purtroppo si presentano.

PRIMUM NON NOCERE

L’obiettivo primo e quello Ippocratico di non Nuocere (PRIMUM NON NOCERE) e così se c’è un raffreddore, magari con febbre, magari con tosse, il Pediatra coscienzioso spiega che si tratta di una forma virale che curata bene dura una settimana e curata male sette giorni, che il da fare è solo lavaggio del naso (opportunamente spiegato magari con un video creato apposta), che la febbre dipende dal raffreddore e che ci vuole pazienza, poi accade che il bimbo con il raffreddore tossisce un pò di più, la febbre supera i 37,5° e la famiglia corre al primo pronto soccorso, dove il medico di turno, giovane e magari non pediatra, per uscirne bene ed alla svelta, dopo avere effettuato un RX Torace e gli esami del sangue (tutti rigorosamente negativi), prescrive un antibiotico a “scopo precauzionale”. Dopo che noi eravamo riusciti a far passare la settimana solo con i lavaggi del naso. La conclusione è che poi il lunedi si riaffacciano in studio e…..: “sa dottore, allora siamo stati costretti ad andare all’ospedale e li si che lo hanno curato: gli hanno fatto la radiografia ed hanno dato l’antibiotico”. La sconfitta di una settimana di coraggiose visite oneste e coscienziose!

film

Dal paternalismo coercitivo all’autodeterminazione

rubinLa medicina nei secoli è cambiata: 500 anni prima di Cristo, Ippocrate (il padre della medicina) diceva che il malato è un ignorante che non può opporsi al volere del medico, anche Erodoto diceva: ”Fa tutto quello con calma e competenza, nascondendo il più delle cose al paziente mentre ti occupi di lui, senza nulla rivelargli della sua condizione presente e futura.”

L’origine del consenso informato lo troviamo nelle civiltà antiche egiziana, greca e romana infatti si diceva che:” In particolari situazioni l’operato del medico doveva in qualche modo essere preceduto da una approvazione da parte del malato.

Anche nel Medio Evo il medico guida il paziente e sceglie e decide per lui. Non tiene conto dei desideri, richieste, aspettative del paziente che è un minorato nel corpo e nella mente e quindi non ha alcuna voce in capitolo.
Il cambiamento radicale della medicina è iniziato nel 1957 quando entrò nel lessico giuridico la nozione “Consenso informato” , per la prima volta al dovere di ottenere il consenso del paziente si unisce l’esplicito dovere del medico informare (Salgo Vs Leland Stnford Jr. University).

Nel 1992 la Sentenza della Cassazione Afferma la regola generale che per ogni intervento medico realizzato senza il consenso del paziente costituisce reato di lesioni.

Quindi oggi definitivamente tramontata l’epoca del Paternalismo medico, la relazione di fiducia tra medico e paziente è basata sul diritto all’autodeterminazione. Quindi la decisione della cura da fare spetta al paziente che deve essere informato in modo corretto sui pro e contro di ogni cura.

Certo è che finchè l’informazione viene dal medico (o comunque da fonti sicure) si può supporre che sia basata su solide basi scientifiche, ma oggi che l’informazione deriva da sempre più numerose e, non sempre attendibili, fonti (I media, Il WEB, il famoso Prof. Google), la scelta può andare in direzioni sbagliate.

Un esempio caratteristico della possibilità di sbagliarsi di fronte alle informazioni viene dal famoso vaso di Rubin che a seconda di come si guarda può sembrare un vaso o due visi che si guardano.

Tutti dovrebbero capire che non si può essere sicuri di nulla che andando a cercare sul web è difficile distinguere le informazioni corrette dalle bufale: da ciò la necessità di risolvere i vari problemi relativi alla salute avendo a disposizione un esperto amico di cui fidarsi.

Se guardiamo in Italia quale è la fascia di popolazione che ancora fuma possiamo vedere che è proprio la parte che ha meno studiato.

fumo

Paternalismo asimmetrico

Ne viene fuori il concetto di paternalismo asimmetrico, cioè proprio quella parte di popolazione che è più esposta a abitudini di vita rischiose, è quella più restia ad accettare consigli medici non supportati da divieti legislativi.

Scusi dottore ma io non credo in questo vaccino

Questa è la frase che in questi giorni mi sento rispondere quando consiglio l’effettuazione del vaccino antinfluenzale, e di solito a rispondere coì sono proprio quelli che invece vengono tutti i giorni a dire che il bimbo ha starnutito tre volte che gli cola il naso e che ha la tosse. Mi farebbe piacere appurare da dove vengono le solide basi scientifiche che portano a dire: “io non ci credo”. Non sanno che noi tutti i giorni controlliamo la letteratura, guardiamo le statistiche, leggiamo i report sulla capacità del virus influenzale di fare anche molto male. L’influenza oggi ancora è considerata una malattia banale, una malattia che ci mette due o tre giorni a letto con un po' di febbre e che deve spaventare solo i vecchi ed i malati.

Ma non è così l’influenza può causare gravi complicazioni anche nel sano, determina un grosso numero di ricoveri e pare essere responsabile anche di un certo numero di morti improvvise in età pediatrica.

I nostri pazienti quindi necessitano di quella che Thaler e Sunstein nel loro libro (utilizzato anche alla Casa Bianca per fare scelte) chiamano la SPINTA GENTILE.

elefanti

In altre parole non credo che oggi la popolazione abbia raggiunto la capacità di autoderminazione.

Credo che i nostri assistiti lasciati a se possano incorrere in moltissimi errori e quindi penso che, anche se il paternalismo coercitario oggi è definitivamente tramontato, sia da preferire all’autodeterminazione un nuovo Paternalismo chiamato libertario. Quello, appunto, a cui si fa riferimento nel libro la spinta gentile.

Paternalismo libertario

Un atteggiamento che comporta un suggerimento attivo da parte del medico, ma senza componenti oppressive, presuppone che sia necessario aiutare i pazienti nella scelta di un azione che da soli non sarebbero in grado di fare e cerca di influenzare le scelte in modo da migliorare il benessere di quelli che accettano i consigli.
Se vogliamo fare una metafora il paternalismo libertario è un po' come il navigatore satellitare che:
• Ti chiede dove vuoi andare
• Controlla dove stai andando
• Ti avvisa delle scelte che dovrai fare per andare dove vuoi tu
• Non ti reprime (neanche con il tono della voce) se sbagli scelta anche ripetutamente
E ricalcola in modo paziente il percorso migliore

navigatore

Cosa mi porto a casa

Così come hai comprato un navigatore

Scegli un pediatra di cui puoi  fidarti e….affidati a lui!!!

 

Vitali…zziamoci di Giovanni Vitali Rosati 

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