mondo del rugby

Qualche insegnamento (anche vaccinale) dal mondo del rugby

Cosa c’è di più entusiasmante del vedere dei bambini che fanno sport con lealtà, entusiasmo e voglia di migliorarsi?

Gli sport, se fatti con questi principi, van bene tutti, ma qualcuno in teoria più di altri e il rugby, secondo me, è fra questi e, se lo confrontiamo con l’italico gioco del calcio… , embè guardate l’immagine sotto incollata che riporta queste differenze : 

 

  1. Rispetto per l’avversario
  2. Rispetto per l’arbitro senza polemiche e irosità plateali
  3. Ricorso alla tecnologia per le situazioni di gioco
  4. I giocatori dopo “cartelle” sesquispedali si rialzano spesso come niente fosse e senza rotolamenti piagnucolosi per ricorrere miracolosamente indenni non appena si è fischiato il fallo a proprio favore
  5. anche i tifosi son più sportivi applaudono tutti all’uscita

rugbyvscalcio

Insomma, perchè non iscrivere vostro figlio a un società sportiva cui insegnino rugby e la filosofia che lo sottende?

Eppure…eppure ha suscitato polemiche la notizia, comparsa poche settimane fa sui mass, dove un genitore “denunciava” la richiesta di vaccinazione del proprio figlio contro il tetano per poterlo iscrivere a una società sportiva veneta al quale rispondeva che la vaccinazione era propedeutica alla frequenza oltre richiesta dalla Federazione Italiana Rugby.

Il genitore rivendicava libertà di vaccinare o meno il proprio figlio e di poter comunque iscriverlo allo sport che desiderava, pur manlevando la società da eventuale danno da infezione tetanica se contratta durante lo sport in questione.
Quindi, papà che “vuole”, figlio che “desidera”, società sportiva che “nega”.

Chi ha ragione ?

Io assolvo la FIR, che mette le mani avanti a fronte di eventuali contestazioni di danni da sport addebitabili a tale pratica (e fomentate magari da avvocati sempre pronti a cercare colpe), assolvo il club, che obbedisce a disposizioni normative superiori, e assolvo anche il papà perché le disinformazioni che riceve sulla pericolosità di un vaccino provengono sempre da fonti sanitarie, queste sì irresponsabili se non colpevoli.

Il tetano provoca oltre 100 casi all’anno in Italia, usualmente donne anziane e non vaccinate (i maschi ancora si avvalgono di richiami avvenuti decenni prima in occasione del servizio militare ma anche questo ormai in disuso) con circa 20 decessi per complicazioni gravissime di una infezione comunque dolorosissima e insorta anche per ferite “sporche” banali, alla cui base non necessariamente c’è il classico chiodo arrugginito.

tetano

I casi di tetano infantile ci sono anche se in grande calo grazie alle coperture vaccinali specifiche che sfruttano i vaccini esavalenti e quadrivalenti riducendo punture e accessi alle sedi vaccinali, nonostante ciò singoli casi di infezioni in soggetti non vaccinati per “scelta” si moltiplicano, pochi ma pericolosi come riporta la cronaca .

Bimbo non vaccinato ricoverato per tetano, primo caso dopo 30 anni (Oristano giugno 2017)

Bambina non vaccinata forse colpita da tetano: è in rianimazione a Torino (ottobre 2017)

La madre del bambino malato di tetano: "Non credevo che vaccinare mio figlio fosse indispensabile"

"Ho valutato i pro e i contro e ho cercato di fare la cosa migliore per lui"

Appunto, valutare bene, questo occorre; e se per valutare meglio, oltre alle raccomandazioni del proprio pediatra, occorrono “obblighi” sia scolastici (pero’ pagando…brutto compromesso…) che sportivi come insegna il rugby, ben vengano.

Insomma , avrei “paura” dei “Tutti Neri” ,quelli della Haka che vedrete ritratti sotto, piu’ che del vaccino….. e questi “Tutti Neri” li mandiamo a far visita a certi antivaccinatori per convincerli con le buone o non, piuttosto….

Buono sport a tutti sport in sicurezza ovviamente.

haka

Conforti…amoci  di Giorgio Conforti

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