Bfree morbillo

Vitali...zziamoci - Morbillo

Il Morbillo colpisce ancora

La fantasia del mio amico  e capo,  Giorgio Conforti, non ha limiti: quando proponemmo per la prima volta il calendario per le vaccinazioni di pediatri Italiani della FIMP (poi divenuto il Calendario del Board della vita) propose di utilizzare i colori del triage per evidenziare le vaccinazioni che dovevano essere fatte con maggiore priorità da quelle che potevano essere fatte con maggiore calma, e….fu un’idea geniale!!!

Anche questa volta nel pensare a questa rubrica all’’interno della pagina Bfree ha pensato (visto che si si alternerà) a fare lui il Confortiamoci ed io il Vitalizzaziomoci .  Ma veniamo all’editoriale di oggi: si parla del ritorno del morbillo.

Perché dobbiamo ancora avere paura del morbillo

Dall’introduzione della vaccinazioni il numero di casi anno è drasticamente diminuito, ma negli ultimi anni la malattia sta ricomparendo in particolare negli adulti e nei bimbi non vaccinati.

Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus .È una malattia molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette solo nell’uomo. I malati vengono isolati nel periodo di contagio. Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.L’ incubazione  è di circa 15  giorni, la contagiosità inizia già 5 giorni prima della comparsa dell’esantema. Il quadro clinico dell’adulto è spesso non caratteristico.

I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre che diventa sempre più alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca. Dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo. A volte, rimane una desquamazione della pelle per qualche giorno. Le complicazioni sono relativamente rare, ma il morbillo è pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

La diagnosi si fa in base al quadro clinico. Può essere confermata con la tecnica della biologia molecolare (PCR-rt) e si i possono ricercare nel siero degli anticorpi specifici diretti contro il virus del morbillo, che però compaiono non subito e richiedono dei tempi di effettuazione maggiori

Ma cosa sta succedendo?

Nel mese di Gennaio 2017 sono stati segnalati in Italia 238 casi di morbillo in 15 Regioni.

L’83,2% dei casi si è verificato in quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana.

La malattia si verifica maggiormente in soggetti di età compresa tra 15 e 39 anni ma si sono verificati anche casi in bimbi al di sotto dell’anno. Si tratta quasi sempre di soggetti non vaccinati. La maggior parte è stata ricoverata.

In Toscana da gennaio 2017  al 2 di marzo abbiamo avuto 47 casi. Molti di questi casi si sono verificati in operatori sanitari che purtroppo hanno contagiato alcuni pazienti.

In particolare il caso che ha destato maggiore preoccupazione, è stato quello dell’ostetrica dell’Ospedale Torre Galli di Firenze, infatti la sintomatologia iniziale non era chiara e quindi l’ammalata ha avuto modo di entrare a contatto con vari neonati che sono stati necessariamente messi in osservazione e due di loro sono ora ricoverati.
 A questo punto facciamo alcune considerazioni: noi operatori sanitari dobbiamo  considerare la vaccinazione non solo come una personale opportunità di salute ma come un dovere, sia per dare l’esempio  sia per evitare di contagiare ai nostri  assistiti. Questo vale non solo per il morbillo ma anche per tutte le altre vaccinazioni ed in particolare per l’influenza.

Perché vaccinarsi contro il morbillo

Vi faccio quindi due inviti:

Primo: controllate che vostro figlio abbia già effettuato la vaccinazione, controllate voi stessi di essere vaccinati o di aver avuto la malattia

Secondo: parlate con i vostri medici  e pediatri e chiedete loro se si sono vaccinati o se rischiano di attaccarvi il morbillo. Chiedete  che nei loro studi sia appeso il cartello: IO SONO VACCINATO

Oggi la vaccinazione viene effettuata con un vaccino trivalente o (Morbillo-rosolia- parotite) o con un vaccino quadrivalente (Morbillo-rosolia- parotite-varicella) che fanno parte del Piano nazionale vaccini .

morbillo1

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Di Giovanni Vitali Rosati

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