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Vaccini

Vaccini: adesione consapevole o obbligo? 

Ho sempre preferito parlare, piuttosto che gridare, spiegare e far capire, convincere e mai costringere!

 Ma questa volta è davvero diverso! Questa volta se non si interviene potremmo avere brutte sorprese e già stiamo vedendo le prime epidemie da mancata vaccinazione.

Quali vaccini sono obbligatori?

In Italia la prima vaccinazione obbligatoria è stata l’antidifterica (6 giugno 1939 legge 891) che diventò effettiva solo nel 1950 quando la poliomielite faceva tantissime vittime e gli ospedali avevano reparti interi dedicati a questa patologia. Sono seguite la vaccinazione antipoliomielitica ( (4 febbraio 1966 legge 51), la vaccinazione antitetanica (Legge 5 marzo 1963 n.292 per alcune categorie e Legge 20 marzo 1968 per tutti) e la vaccinazione anti epatite B (Legge 27.5.1991 n.165).

Da allora la situazione epidemiologica è cambiata nuove possibilità vaccinali si sono rese disponibili e lo Stato doveva decidere se rendere tutte le nuove vaccinazioni  obbligatorie o al contrario lasciare che fosse il cittadino a scegliere autonomamente. Si confidò nella maturità della popolazione e si fece una scelta a mezzo: si lasciò l’obbligo per le quattro malattie sopradette e si raccomandò di effettuare anche le nuove vaccinazioni disponibili contenute nei  Piani  Regionali e Nazionale.  Oggi abbiamo la sicurezza di aver sbagliato a confidare nella capacità di scelta del cittadino.

Qual è la situazione attuale?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dice  che ogni anno circa 3 milioni di persone,  sono salvate dalla morte grazie ai vaccini. Tuttavia, ancora circa un milione e mezzo di individui perdono la vita ogni anno nel mondo per malattie potenzialmente prevenibili con vaccino. Questo perché oggi 1 bambino ogni 5 a livello globale non viene vaccinato. Se da una parte i Paesi in via di sviluppo compiono enormi sforzi per migliorare le coperture vaccinali, dall’altro lato, soprattutto nei Paesi più avanzati, si assiste ad un calo dell’adesione ai programmi vaccinali.  Questa situazione si è resa evidente negli ultimi anni  sia in Italia, sia in tutti gli altri Paesi europei, ed ha cause molteplici e in parte diverse a seconda dei periodi e delle differenti realtà geografiche.

Perché è necessario che la copertura vaccinale sia alta?

Un’alta copertura vaccinale (cioè il fatto che molti siano vaccinati) è fondamentale sia per ridurre la circolazione dei germi ma anche per proteggere quella parte di popolazione che per reali controindicazioni mediche non può effettuare alcune vaccinazioni (contenenti microrganismi vivi e attenuati), o che non è in grado di rispondere al vaccino con un’adeguata risposta immunitaria. 

Quando le percentuali di copertura vaccinale calano, le malattie ricompaiono. In Siria nel 2012  la copertura vaccinale per polio passò dal 98 al 68% a causa della guerra civile, e a seguito della ridotta copertura si verificarono 22 casi di polio paralitica. La diffusione della malattia non dipese dal peggioramento delle condizioni igienico sanitarie. Di ciò è conferma quanto accadde in Russia e altri stati ex-sovietici nel 1991-1997: a causa del calo delle coperture,  si verificarono 150.000  casi e 5000 morti per difterite, una malattia che si trasmette invece tramite le goccioline emesse respirando e parlando.

Il calo delle coperture vaccinali contro il morbillo ha determinato  e determina anche oggi  epidemie in molti paesi d’Europa. E’ fondamentale ricordare che alle epidemie si associano casi di morte e di complicanze gravi. Tra i 9000 casi di morbillo verificatisi in Francia nel 2011, furono registrati 2 morti e 12 casi di encefalite (cioè più di  1 caso ogni 1000). In questi giorni in Romania sono stati segnali 3200 casi di morbillo e 16 morti.

Cosa sta succedendo?

In Italia le coperture vaccinali  aggiornate al 4 ottobre 2016 mostrano una sensibile riduzione per tutte le vaccinazioni, riduzione che prosegue ormai da alcuni anni. La cosa è più evidente per il morbillo, ma la cosa preoccupante è il trend cioè l’andamento verso il basso, che fa capire che se non si interviene le malattie ritornano. In prevenzione non si può aspettare un’epidemia , bisogna prevenirla!

copertura vaccinale

Coperture per vaccinazioni previste entro i 24 mesi di età nel 2015

 

Polio

Difterite

Tetano

Epatite B

Pertosse

MPR

Men C

Pneumo

cocco

Hib

Italia

93,4

93,4

93,6

93,2

93,3

85,3

76,62

88,73

93

Toscana

94,98

94,95

95,2

94,8

94,96

88,7

90,85

92,94

94,6

Perché serve una legge che garantisca tutti

Non vi è dubbio che un sistema in cui non vi sia alcun obbligo e che raggiunga un’adesione pressoché unanime alle vaccinazioni per intima convinzione dei genitori sulla bontà e ragionevolezza di tale scelta sia il sistema di prevenzione idealmente migliore.

Tuttavia, in presenza di una realtà contraddistinta da una diffusa disinformazione, in cui la notizia scientificamente documentata è messa costantemente sullo stesso piano di quella ‘ad effetto’ ma senza alcuna fondamento reale, si rende indispensabile sostenere la scelta delle vaccinazioni per mantenere e migliorare lo stato di salute dei bambini attraverso forti azioni di indirizzo, come quelle previste dalla Legge Regionale della Regione Toscana. Sappiamo che il limite è quello del 95% deciso e segnalo dall’OMS e noi siamo scesi al di sotto e si prevede che le discesa continui se non si interviene.

In cosa è diversa la legge Toscana da quella dell’Emilia Romagna

la regione Emilia Romagna ha fatto una legge per la Scuola ed ha inserito al comma sei la norma che prevede per l’accesso a Scuola l’aver effettato le quattro vaccinazioni obbligatorie per legge.

La regione Toscana ha fatto una legge sulle vaccinazioni e ha considerato necessarie tutte le vaccinazioni contenute nel Piano Nazionale Vaccini, non le ha rese obbligatorie, ma ha detto che se si vuole vivere in comunità bisogna essere responsabili e far in modo da garantire la propria salute e quella degli altri.

Non sono obbligato a vaccinarmi, ma se voglio far parte di una Comunità devo rispettarla e rispettare delle regole.

Penso che molte altre regioni seguiranno la nostra proposta e che lo Stato potrebbe perfezionare la vecchia legge estendendola alle nuove vaccinazioni inserite nel Piano Nazionale Vaccini. Ed infatti proprio questo Piano 17-19  sottolinea l’importanza: “dell’allineamento degli strumenti normativi in tema di offerta vaccinale per superare l’antistorica distinzione tra vaccinazioni obbligatorie e facoltative: si propone di adottare un unico istituto normativo che, abrogando le norme precedenti, classifichi e definisca in modo univoco tutte le vaccinazioni che il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale prevede siano offerte in modo attivo e gratuito sul territorio nazionale come  raccomandate”.

 

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